Delpini riconosce che il cammino sinodale non è semplice, ma chiede di trasformarlo in stile ordinario: ascolto reciproco, corresponsabilità, decisioni condivise, superando sia la tentazione dell’individualismo pastorale sia quella della rassegnazione. Le parrocchie, con la loro presenza capillare, restano luoghi privilegiati di incontro: ogni richiesta, ogni celebrazione, ogni passaggio di vita può diventare occasione di relazione e annuncio, senza giudizi e con un’accoglienza che apra alla conversione.
L’Arcivescovo sollecita un rinnovamento dei percorsi di iniziazione cristiana, evitando improvvisazioni e rigidità, e invita a valorizzare la testimonianza dei laici nei contesti quotidiani: scuola, lavoro, cura, fragilità, impegno politico. La Chiesa, sottolinea, non può sottrarsi alle ferite del mondo, ma deve farsi prossima alle sofferenze, promuovendo giustizia, pace e attenzione agli ultimi. Centrale anche la missione educativa verso i giovani, chiamati a diventare adulti nella fede attraverso comunità che li accompagnino nel discernimento vocazionale.
Gli organismi di partecipazione, dai consigli pastorali alle assemblee sinodali decanali, sono indicati come strumenti essenziali per rendere concreto il cammino condiviso, purché siano conosciuti, valorizzati e capaci di generare scelte reali. La Proposta pastorale si chiude con un invito a non lasciarsi rubare la gioia, ma a custodirla come dono dello Spirito e come testimonianza credibile per il territorio ambrosiano.
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Proposta pastorale dell’Arcivescovo per l’anno 26/27 “Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro? € 4,90Chiedere a don Benvenuto
